Le Sirene n.6 - Approfondimento
settembre 2015

GESTIRE GLI IMPREVISTI LUNGO IL PROPRIO CAMMINO: TRA PAURA E CORAGGIO

DAGLI INCONTRI PERIODICI CHE FACCIAMO AL CLUB È EMERSO UN TEMA CHE CI È SEMBRATO DI GRANDE RILEVANZA E CHE TOCCA TUTTI NOI: QUAL È LA NOSTRA PRIMA REAZIONE DAVANTI A UN IMPREVISTO? COME RISPONDIAMO A UNA SITUAZIONE INATTESA E DEL TUTTO NUOVA? COME GLI AMICI E IL MONDO INTORNO CI POSSONO AIUTARE A SUPERARE I MOMENTI DI DIFFICOLTÀ INEVITABILMENTE CONNESSI ALLE CIRCOSTANZE CHE SI PRESENTANO? VOGLIAMO ANCHE RIFLETTERE SU COME LE FRAGILITÀ DI CIASCUNO VENGONO MESSE ALLA PROVA DAGLI AVVENIMENTI DELLA VITA E COME SI POSSONO TRASFORMARE IN QUALCOSA DI POSITIVO CHE NON CI FACCIA SOFFRIRE. COME CI MUOVIAMO SUL CONFINE FRA PAURA E CORAGGIO?
Le difficoltà si possono tranquillamente superare. Se da solo tutto ti sembra difficile, con noi Soci di Club Itaca puoi imparare ad affrontare le tue paure, confrontarti, avere un appoggio morale, anche nel gestire i vari imprevisti che la vita propone ogni giorno… l’unione fa la forza e imparando anche a conoscerti potrai percorrere un cammino non più in salita ma in pianura… Piero Le difficoltà della vita vanno affrontate e superate con la volontà e la forza d’animo che ogni persona ha dentro di sé. Bisogna prendere atto che gli imprevisti fanno parte della vita e quindi bisogna andare avanti e proseguire il proprio percorso senza farsi influenzare dagli altri. Dobbiamo essere superiori e fare le nostre scelte. Sarà poi il contatto con le altre persone ad aiutare ognuno di noi di Club Itaca a fare amicizia e provare a conoscerle per magari in futuro uscire insieme e fare delle attività, come andare al cinema, vedersi in pizzeria o prendere un gelato. Queste ci possono aiutare a legare di più e a essere più autonomi nella vita e ad uscire di casa, anche perché i genitori non sono eterni. MARCO T.
Gli imprevisti mi disorientano e mi provocano disagio perché non so adattarmi alle novità e le rifiuto chiudendomi, non dicendo più una parola. Vorrei che tutto fosse programmabile e non cambiasse mai una virgola, invece la vita è un imprevisto continuo e raramente le cose sono come si pensava sarebbero state. Tutto è una macedonia continuamente rimescolata. Nel gruppo a volte trovo le risorse per accettare la realtà e scopro che la vita reale è più bella delle mie fantasie e sono felice. FRANCESCA
Secondo me la paura di una persona consiste a volte nel non saper come fare, come gestire un certo lavoro o attività, rispetto al gruppo stesso. Bisogna rassicurare ogni persona anche per una caduta piccola, così ci rialziamo e sappiamo come non perdere la fiducia in noi stessi. Il coraggio invece è quando uno riesce a lavorare in gruppo, saper ascoltare quando non hai le risposte adeguate. Nel gestire gli Imprevisti, ci sono migliaia di cose che non si possono controllare, altrimenti saremo stati dei cyborg che manipolano ogni situazione, invece siamo degli esseri umani, con i propri limiti e difetti. ma anche con le proprie forze e capacità. Ci vuole però coraggio a tirarle fuori. ALESSANDRO
Per me uno deve uscire dalla malattia come può, però si può venirne fuori, starsene in casa rinchiuso non è altro che farsi del male. Uno non cresce se sta sempre a casa, non affronta la realtà e le cose come stanno; ma con il tempo uno dalla malattia ne può venire fuori, la malattia c’è, non ne abbiamo colpa, ma non è detto che non se ne possa uscire… anzi se ne esce eccome. CHIARA M.
Per me gestire gli imprevisti lungo il cammino significa affrontarli e capire quali sono le nostre difficoltà per riuscire a superarle. Superare le nostre paure significa affrontare le nostre debolezze e quando si superano siamo più forti di prima. Il coraggio fa parte del nostro carattere e lavorandoci sopra si può migliorare. FRANCESCO C.
Difficile amare gli imprevisti. Immagino di non essere l’unica a pensarla così… Ci spiazzano, ci destabilizzano, talvolta ci fanno sentire impotenti. Eppure evitarli è impossibile: la vita è sempre complessa e piena di novità… non ci resta forse che prendere atto dell’imprevedibilità delle cose e fare del nostro meglio per accoglierla ed essere aperti ai cambiamenti anche quando a deciderli non siamo noi. Per farlo ci vuole senz’altro coraggio, una qualità che credo che ciascuno abbia dentro di sé anche se certe volte va scovata, alimentata e fatta crescere. E poi chissà, da qualcosa di inaspettato può sempre aprirsi una strada che non credevamo, trasformando l’imprevisto in una bella sorpresa. ELENA
NEL GRUPPO A VOLTE TROVO LE RISORSE PER ACCETTARE LA REALTÀ E SENTIRMI PIÙ SERENA Situazioni nuove, imprevisti. Per me hanno sempre significato una sola cosa: panico. La certezza di non essere in grado di affrontarli e gestirli. Certezza che non ho mai provato a smontare. Certezza che si è invece rafforzata sempre più. E’ divenuta un dato di fatto. Onnipresente in ogni mio pensiero e in ogni mio comportamento. La mia unica strategia? Assai poco vincente! Non averne. situazioni nuove? Mai! Imprevisti ? Quelli non possono essere eliminati completamente alla radice. Si può tentare di ridurli ai minimi termini ma può accadere che tu abbia un inconsueto slancio di coraggio, che qualcuno che ti vuole bene sia così ostinato da riuscire in qualche modo a coinvolgerti. Riguardo ad essi ho comunque fatto del mio “meglio”. Quale è il risultato di un tale atteggiamento? Logico ed inevitabile: la paura. si è ingigantita, si è allargata a dismisura. Si è presa tutto. Si è presa la mia vita. Il coraggio? Non si è estinto del tutto. E’ mutato. Non è più coraggio di vivere: esso forse consiste nel non temere ma invece apprezzare e ricercare situazioni nuove. Solo così immagino si riesca a crescere, solo cosi si vive. Il mio è divenuto un genere diverso di coraggio che forse non è meno impegnativo ma che procura assai minori “soddisfazioni”. Si tratta del coraggio di sopravvivere. Sopravvivere convivendo con quell’ospite scomodo e sempre più invadente che è la paura. A noi resta solo la scelta. Quale coraggio vogliamo dimostrare di avere? Il coraggio di vivere o il coraggio di sopravvivere? ALESSIO Z.
Gli imprevisti ci destabilizzano e ci fanno sentire disorientati. Vanno a minare le nostre certezze e a farci dubitare di noi stessi. A volte piccoli, altre più grandi, possiamo incontrarne di innumerevoli nel corso della nostra vita. Ma non siamo mai abbandonati a noi stessi. Personalmente, trovo che la capacità, o semplicemente il coraggio, di chiedere aiuto sia una delle migliori “armi” a nostra disposizione. Molti sono i momenti critici in cui pensiamo di non farcela, in cui la paura ha la meglio su di noi. E credo che il coraggio possa mostrarsi qui nella sua veste migliore. Il coraggio di non tirarsi indietro, di camminare a testa alta, di affrontare i nostri mostri, da soli o con dei buoni alleati, è indispensabile. E quegli imprevisti, quegli incidenti, quei momenti che ci hanno visto con le spalle al muro, se affrontati, diventeranno esperienze di cui far tesoro proseguendo lungo il cammino. ELISA
Poi ho preso il ritmo e adesso, dopo un anno e mezzo, apprezzo sinceramente quello che mi viene offerto dagli altri Soci, dalle Staff, dalle Volontarie… direi dagli amici.