Le Sirene n.2 - Approfondimento
settembre 2013

1° ANNO DI CLUB ITACA FIRENZE

DURANTE IL 1° ANNO DI CLUB ITACA HO PROVATO GIOIA, FELICITÀ, EMOZIONE
MARCO T. È passato un anno dalla fondazione di Progetto Itaca Firenze e questa associazione ha trovato finalmente una sede, quella di Via Gino Capponi, dopo aver fatto nel passato riunioni nel reparto di psichiatria di Careggi, luogo provvisorio in attesa di una collocazione definitiva. Frequentare il club mi è servito molto per l’autonomia: attualmente lo raggiungo abbastanza facilmente con la linea del 6, che prendo in via del Filarete, al capolinea. Ci arrivo in poco tempo, perché le corse sono abbastanza veloci. Entro e vado a salutare gli altri soci e le volontarie di Progetto Itaca. L’ultimo venerdì del mese alle 15 abbiamo la riunione mensile, mentre le altre del venerdì sono più organizzative perché riguardano di più le attività di Itaca e il Giornalino “Le Sirene”, periodico ufficiale di Progetto Itaca che serve a farsi conoscere e raccontare dei risultati ottenuti. Viene lasciato spazio alla creatività, ognuno di noi può scrivere qualcosa di proprio: un articolo, un racconto, anche poesie e fiabe, diventano elementi centrali delle nostre pagine. Oltre a questo, accludiamo le ricette del Corso Cucina e altri argomenti attinenti ai Corsi di Grafica, Giornalismo, Computer e Inglese. È uno strumento dove poter specificare le finalità del percorso e a chi si rivolge, cioè a persone con problemi di disagio psichico. Una formula morbida che non mette in cattiva luce le persone, cioè i giovani soci che ne fanno parte e che hanno questo tipo di problema. Abbiamo organizzato le seguenti attività esterne al Club: cinema, pizzeria, gite, partecipazione all’ultimo festival della salute mentale del 2012, che quest’anno verrà replicato. Abbiamo il cineclub di Progetto Itaca, come anche al centro diurno Busillis e in parrocchia. Il primo film che ho visto è stato “Il Discorso del Re”, una commedia inglese dai bellissimi significati, e “Si puo’ fare” di Giulio Manfredonia con Claudio Bisio, che parla della Cooperativa 180 e della sua nascita. Poi abbiamo visto “Il grande Gatsby” al cinema Principe con un biglietto ridotto è stata una serata allegra. In questo 1° anno di Club Itaca mi sono sentito accolto, aiutato, ho avuto un rapporto di affetto e di amicizia con i miei amici Chiara M, Chiara B, Michela, Laura e i soci Guido, Lorenzo G e Francesco da una parte e Jennifer, Tita, Alessandra, Paola e Costanza dall’altra. Mi hanno fatto sentire vicino a loro e ci ho lavorato molto. Questo ha prodotto un rapporto proficuo e pieno di soddisfazioni. Sono felice perché sono persone molto umane, sensibili e piene di affetto verso gli altri. Anch’ io come i miei amici mi sento molto sensibile, affettuoso e questo mi ha fatto sentire più vicino a loro. Ne porterò sempre un bellissimo ricordo, sia per le emozioni che ho provato, sia per le cose fatte insieme. C’è una differenza fra soci maschi e le socie. Con i primi ci lavoro di più e mi sono più vicini, quindi l’amicizia è più diretta e sono più umani e accoglienti, mentre con le seconde ho un approccio più sul sentimento. Provo verso di loro affetto e stima e sento che ricevo in cambio accoglienza e vicinanza, quindi ho un rapporto fatto più di sentimenti e stati d’animo.
IMPRESSIONI, STATI D’ANIMO E COMMENTO DI TUTTA LA MIA EVOLUZIONE DEL CAMBIAMENTO
CHIARA M. Solo oggi 1 agosto 2013 esattamente alle ore 12:30 mi rendo conto di quanto si possa sconfiggere o no la malattia, io indietro non torno e il passato non si cancella. Esatto gente mia, ciò che è stato è stato e da ora, 1°agosto, c’è il futuro! Grazie a Club Itaca ho visto che questa malattia si può combattere, come anche le tensioni con le persone. Frequentando il Club ci sto riuscendo anche per il discorso alimentare, dopo un anno riesco a mangiare cose sane ovvero un pasto migliore, senza esagerare (ohi ohi non sempre ci riesco) ma insieme a Jennifer e Costanza è più si che no. Il 3 ottobre 2013 Progetto Itaca farà una festa perché sarà trascorso un anno dall’apertura dell’associazione, a cui io non mancherò e siete tutti invitati! Per la mia autonomia Club Itaca è molto importante perché sono riuscita anche in vacanza a muovermi con un mezzo, la corriera, per venire qua al club in estate nonostante il caldo afoso. Sono venuta sia a luglio, che è già trascorso, e ad agosto che è appena cominciato. Il Club mi dà anche la forza per esprimere ciò che ho dentro, la malattia poi c’è, ma ora ho deciso: Si volta pagina! Mi auguro di non avere mai più ansia e di sorridere al club perché sono molto buoni, accoglienti e gentili e sono riuscita a fare amicizia anche ad occhi chiusi.