Sirene 8 - Approfondimento
settembre 2016

Abbiamo scelto il nuovo Staff di Club Itaca Firenze

Selezionare un nuovo Staff per il nostro Club è stato lungo e a volte demotivante, pensavamo di non trovarlo un candidato felice di lavorare con noi e con il quale ci potessimo sentire sereni. Abbiamo visto persone incompetenti ed ipercompetenti, volevamo uno Staff uomo perché con lo Staff donne eravamo già soddisfatti. Abbiamo avuto in prova 2 persone che non andavano bene per noi e alla fine è arrivato Lorenzo. Ci ha scelto immediatamente, infatti si è licenziato dal suo lavoro e ha fatto i 3 mesi di prova cucinando pessime pizze con ottimi sorrisi; noi lo abbiamo confermato perché ci piaceva che avesse una sua esperienza nel settore e tuttavia non fosse un professionista della salute mentale. E’ sempre sorridente, è sempre paziente, è un ragazzo molto giovane ma maturo. Noi Soci abbiamo dato una valutazione sul suo lavoro con noi ed è stato il suo trionfo! Anche se ci abbiamo messo un anno e mezzo a trovare Lorenzo, anche se siamo stati scoraggiati, avviliti e delusi adesso siamo pienamente soddisfatti del nuovo Staff di Progetto Itaca Firenze. FRANCESCA
Un lavoro di gruppo speciale in un contesto come Club Itaca: “Arruolare” un nuovo staff ha significato per noi Soci ribaltare la posizione, sia come aspiranti lavoratori sempre in cerca, sia come soggetti giudicati. Per quanto accolti possiamo essere dai nostri dottori, genitori, parenti, amici e datori di lavoro, la condizione più frequente che ci accomuna (ed accomuna tutte le persone) è quella dell’essere inquadrati, diagnosticati, incasellati e in definitiva bene o male giudicati. Mi è piaciuto come siamo stati nella temporanea situazione di giudicanti. Perché non abbiamo confuso il privilegio di stare dalla parte opposta del colloquio, con il potere decisionale. Abbiamo invece sentito da subito e sostenuto la responsabilità che avevamo nei confronti degli aspiranti staff. Già nella disposizione intorno al tavolo e nell’atteggiamento di ascolto c’era un’ottima partenza. Si è trattato per lo più di dialoghi che di colloqui lavorativi. In fondo è di questo che c’è bisogno in un posto dove si cerca di fare della socialità l’elemento portante. Così la nostra scelta è andata più facilmente verso chi più ci corrispondesse. Chi più degli altri avesse il giusto nonsoché con noi e in definitiva sapesse starci. GUIDO
Quando sono arrivata a Club Itaca a febbraio ho percepito Lorenzo come una parte già integrata e fondamentale del Club. Questo rispecchia esattamente quanto espresso qui precedentemente nei sentimenti degli altri Soci. Mi ha fatto sentire accolta e mi ha saputo trasmettere un grande senso di sostegno nel compiere il delicatissimo e non facile passo che sto portando avanti in questo periodo. Essere chiamata in prima persona nel definire il suo far parte dello Staff del Club e poter così esprimere quanto per me fosse importante la sua presenza qui è stato molto bello. ELISABETTA
Questo è il primo anno che vengo a Club Itaca. Sono stata accolta da Costanza e da Chiara M. che mi hanno fatto fare il giro della struttura e quando ho visto le foto con i soci ho pensato che forse sarebbe stato meglio stare qui invece che a casa mia dove mi annoiavo dalla mattina alla sera. ho capito come funziona e mi è sembrato molto interessante. Poi ho pensato che forse potevo dare una mano perché sono esperta di Word e a scrivere sono velocissima. Mentre ero qua ho visto arrivare il nostro nuovo staff Lorenzo, una persona molto intelligente, sensibile ed educata che riesce a capire le persone. Quando vengo al Club mi accoglie sempre allegro alla porta. É una persona molto dolce che quando vede qualcuno in difficoltà lo aiuta volentieri. É tranquillo e calmo. Da quando è qui il nostro club è sempre più allegro: un vero staff eccezionale! GIORGIA
Al primo colloquio c’erano Guido, Costanza e Francesca. Ero molto emozionato e pensavo di parlare con dei colleghi, degli educatori o operatori come me che mi proponevano uno stile diverso e un po’ strano su cui impostare un servizio nel grande mondo delle relazioni di cura. Man mano che il colloquio andava avanti ho iniziato a capire che non erano colleghi, operatori o educatori, ma Soci del Club, coinvolti in prima persona nella scelta del “loro” operatore e che gli argomenti di cui stavamo parlando non erano solo delle astratte enunciazioni di principio, ma realtà concrete. È stato molto bello per me essere “costretto” a mettermi in gioco così: fin da subito mi è stato chiaro che tante barriere mentali che vedono l’operatore e il paziente in due parti ben distinte, sono barriere da abbattere completamente. Man mano che sono passati i giorni lavorando fianco a fianco con i Soci ho avuto sempre più chiaro il mio ruolo all’interno del Club, e mi è stato sempre più ovvio il metodo di lavoro. Sì, ovvio, perché è ovvio che prima che pazienti e operatori, prima che curanti e curati, prima che professionisti e malati, ci sono le persone, con i loro nomi, le loro storie ed esperienze. Penso che questa cosa sia talmente ovvia che talvolta spaventa e crea ansia, e come tutte le cose che fanno paura, viene combattuta cercando dei rifugi sicuri, i ruoli appunto, che non ti espongono più di tanto alla vita dell’altro. Questo non significa essere tutti uguali: sono le differenze che ci rendono unici e che rendono il nostro contributo in una comunità preziosa e fondamentale. Il punto vero è metterle in gioco davvero, le nostre capacità, ognuno per quello che può dare. Dopo i miei primi 3 mesi i Soci mi hanno valutato con un questionario anonimo che hanno condiviso in un incontro comune. Penso che questo tipo di modalità di lavoro per arrivare ad una scelta condivisa, sia unico nel suo genere, sicuramente unico in Italia. Sono fiero di essere stato scelto come il loro Staff in questa forma partecipata e democratica, e mi sento investito di una grossa responsabilità, ovvero quella di portare all’interno del Club la mia differenza, per aiutare tutti i Soci a tirar fuori ed esprimere la loro. LORE