sirene 11 - Approfondimento
giugno 2017

GLI EVENTI DI SOCIALIZZAZIONE: LA PAROLA AI SOCI

Adesso posso dire di avere un gruppo di amici, cosa tutta nuova per me e sono felice, siamo tutti un po’ disturbati, ma è questo il bello. Francesca: “Io penso che l’amicizia fra Soci ma anche con gli Staff e con i Volontari di Progetto Itaca siano la vera ricchezza offerta dai Club, perché noi Soci quando arriviamo a Club Itaca siamo soli a parte le famiglie, gli operatori e qualche persona di buona volontà ma che non sa cosa fare. Incontrare altri Soci che hanno le mie stesse difficoltà e capiscono cosa provo mi ha fatto uscire dall’isolamento. A Club Itaca abbiamo molti momenti di socializzazione, organizziamo feste che a me sembrano ogni volta più belle perché più ricche di persone amiche, a volte organizziamo dei pranzi con la chef Sofia per invitare persone significative per noi, psichiatri, politici, giornalisti, filantropi. A volte guardiamo dei film insieme oppure andiamo al ristorante o a vedere delle mostre, sono occasioni importanti di condividere cose che altrimenti avrei fatto da sola, per esempio il cinema o le mostre. Questi momenti hanno significato per me trovare la gioia di vivere sia grazie a una gita a Roma sia grazie a una gita a Napoli. Il mio evento preferito è l’anniversario del Club, questo anno il V°, che generalmente organizziamo a Giugno invitando tutte le persone che conosciamo tanto è bel tempo e c’è la nostra grande terrazza perfetta per i discorsi, la lotteria, la cena, io mi vesto tutta elegante e mi sento felice. Al nostro primo anniversario stavo per partire per l’America per un soggiorno di tre settimane in una Clubhouse di Saint Louis ed ero molto eccitata. Io per via del mio disturbo bipolare di tipo psicotico mi sono molto isolata nella mia vita anche perché sono stata emarginata, cioè 50% era mia responsabilità, 50% era il mondo che non era pronto ad accogliermi, non avevo amici e stavo sempre a casa a guardare la televisione, era una condizione di grande dolore perché io sono una donna molto socievole. Sono arrivata a Club Itaca sola e lentamente mi sono aperta, dico la verità, ci è voluto del tempo, perché inizialmente ero scontrosa e chiusa e dormivo molto. Ho passato anche una lunga fase in cui piangevo molto, ma infine mi sono aperta ed è venuto fuori il mio vero carattere, socievole e cordiale, che di autistico non ha nulla. Adesso posso dire di avere un gruppo di amici cosa tutta nuova per me e sono felice, siamo tutti un po’ disturbati, ma è questo il bello. I primi tempi non volevo sentire e vedere nessuno oltre l’orario del Club perché ero sempre stanca ma adesso mi capita spesso di cercare gli altri. Il Club è un giardino dove fiori stentati per non dire spezzati riprendono vita e si mettono a cercare la luce di cui tutti hanno bisogno, per cui poi nascono aiuole bellissime con fiori, api, bruchi, farfalle, piene di vita” .

Guido: Quello che tiene insieme i Soci, ognuno così diverso dagli altri, credo sia la consapevolezza più o meno forte che ci possiamo aiutare.
Ancora di più ne saranno stati certi quei Soci che fondarono la prima Clubhouse. I nostri dolori, le nostre paure, le difficoltà, anche se amplificate rispetto alla maggioranza delle persone, non ci hanno sopraffatto. Abbiamo tutti qualche cosa che ci fa andare oltre, una di queste è l’incontro fra noi e all’esterno. Fra noi non abbiamo troppe cose da dirci, come se ci conoscessimo abbastanza. Per quanto riguarda l’esterno, ce l’abbiamo in primo luogo già dentro il Club. È costituito dallo Staff e da alcuni Volontari. Con loro abbiamo un rapporto contraddittorio, in fondo sono “dei nostri”, però non hanno certi nostri problemi. Perché noi, a pensarci bene, siamo un po’ gelosi dei nostri problemi. Vi lascio immaginare quello che succede se qualcuno prova a toccarceli. Poi c’è l’esterno vero e proprio. È importante ricordare che il Club non si sostituisce alla nostra vita, non è un’istituzione totale, e l’adesione è volontaria. Quindi non lamentiamoci se la sera si va a vedere un film di animazione per bambini (non c’è niente di male, perché fate quelle facce?), oppure a correre per il centro di Firenze con la pioggia a dirotto (idem), oppure in un’altra città (sì, lo so, non fa ridere), o a vendere il riso col sorriso (idem). Oppure a fare un tirocinio, come me, in un magazzino, grazie ad un contatto dell’Associazione. Gli incontri fanno anche questo, hanno il potere di indirizzare le nostre scelte, oltre che darci delle sensazioni di appartenenza, e fanno sudare, che fa (quasi) sempre bene.

Lily: La frequentazione a Club Itaca ha suscitato in me il desiderio di riprendere a studiare con serietà il mio pianoforte.è molto difficile suonare davanti agli altri, mettere a nudo la propria intimità e sapere che intorno a te ci sono delle persone che ti osservano. Ma è anche bello allenarsi, essere perfetti e imporsi di superare il disagio, la paura, per poter infine dare se stessi incondizionatamente. Buon concerto.

Chiara M: Avere interazioni fuori dal Club è positivo perché si possono creare delle amicizie nuove. Io al Club faccio sempre tante proposte per fare varie uscite all’esterno perché mi piace stare in compagnia e stare anche all’aria aperta. I momenti di socializzazione rappresentano per me un’occasione per confidarsi con gli amici ed essere ascoltata. Mi sono sentita capita tanto e finalmente mi sono potuta confidare con qualcuno, esprimere le mie idee e sentire il parere degli altri. Tra i vari momenti, il Carnevale che festeggiamo ogni anno a Roma è stata per me l’uscita più importante perché ho visto un altro Club, ho fatto amicizie con altre persone a Roma, ho festeggiato ed ho anche cantato al karaoke e ballato con altra gente. Questi momenti non mi capitano spesso. Prima di qualche gita o uscita sono sempre molto emozionata e felice. Anche quando stavo male non mi sono mai isolata perché penso che ce la possiamo fare a combattere la malattia. Quando ho momenti bui voglio sempre qualcuno che mi stia vicino e a Club Itaca ho molte persone ed è importante. Le emozioni positive che provo stando con gli atri mi rafforzano tanto ed è per questo che non voglio lasciare il Club, dove ho trovato buone amicizie e allontanandomi dal Club soffrirei tanto.

Tommaso: L’interazione tra i Soci al di fuori della clubhouse è molto importante in quanto aiuta i componenti a conoscersi in maniera più profonda e da questo ne scaturisce una marcata propensione a fidarsi ancora di più nei singoli individui, migliorando poi la qualità del lavoro che viene svolto al Club. Personalmente ho partecipato alla visita della fabbrica Braganti con altri 2 Soci e posso dire di aver vissuto un bel pomeriggio non solo dal punto di vista umano ma ho anche conosciuto un’importante e storica realtà lavorativa della città di Firenze. Migliorare ogni giorno è una missione non facile ma possibile se affrontata con determinazione ma anche serenità. Qui al Club di Progetto Itaca credo che questo sia possibile e in poco tempo sto già sentendo un cambiamento dentro di me. Si può guarire? Forse sarebbe meglio dire si può cambiare? Credo di sì.
Francesco C: Le relazioni tra Soci fuori dal WOD (giornata organizzata dal lavoro) sono importanti perché utili a creare amicizie. Occasioni come andare a prendere un gelato, a mangiare una pizza, uscire a fare delle passeggiate sono importanti soprattutto dopo periodi di isolamento in cui non si coltivano le amicizie.
Mi fa piacere avere impegni fuori oltre che all’interno del Club perché provo felicità e benessere. soprattutto dopo periodi di isolamento in cui non si coltivano le amicizie. Mi fa piacere avere impegni fuori oltre che all’interno del Club perché provo felicità e benessere. Riuscire a stare con altre persone ha contribuito ad accrescere la fiducia in me stesso.

Lys: Durante il mese di febbraio mi sono operata alla schiena. Già da prima dell’intervento ho saputo che dal Club Itaca volevano organizzarsi per venirmi a trovare. Con loro ho potuto condividere questa evenienza a cui stavo andando incontro e mi icoraggiavano a fare cose belle insieme per distrarmi. L’intervento è arrivato, è durato 9 ore ed ho saputo che al Club aspettavano di sapere ed hanno parlato con mia madre per avere notizie. Quando ero nella terapia sub intensiva e mi sentivo il corpo tutto intorpidito ma anche tanto dolore nonostante la morfina, l’infermiera mi ha chiesto: “Cos’è la cosa che ti piace più fare? Pensa di fare quella“. Io le ho risposto ”Chiacchierare con le amiche”. Nei giorni successivi le mie più care amiche di Itaca erano lì intorno a me e ho potuto chiacchierare con loro. Sono venute in Sono venute in piccoli gruppetti insieme a chi dello Staff si alternava per esserci. Un dono molto apprezzato è stato un vassoio di biscotti, delle roccette di cioccolato, deliziose che hanno preparato apposta. Io, che ho passato una gran parte della mia vita negli ospedali, non mangio più volentieri delle fette biscottate a colazione e questi biscotti, preparati con cura e amore, insieme a degli altri, pure molto buoni, che mi ha regalato Francesca, sono stati motivo di sorrisi la mattina, a poter fare colazione così in ospedale e di poter iniziare meglio la giornata! Ho ricevuto cioccolatini di ogni sapore, quelli che loro sanno mi piacciono e tengo in genere con me. Francesca mi ha portato una rivista molto bella e ricordo con piacere i momenti passati sulla carrozzina davanti al terrazzo, insieme, col sole che ci inondava e ci scaldava. Mi porto l’affetto di Giorgia che mi ha riempito di tanta bellezza. Sara addirittura non è mancata mai. Era sempre lì per stare con me. Le visite sono continuate anche nei giorni che ho trascorso a casa dei miei genitori. E questi momenti a fare merenda insieme davano un colore speciale a delle giornate piuttosto difficili per le limitazioni successive all’operazione. Ho sentito di avere un qualcosa, un qualcuno su cui poter veramente contare a Club Itaca, mi ha dato una sensazione di sicurezza ed un grande conforto. Poiché proprio nel momento del bisogno c’era, organizzato, saldo, forte, pronto a farmi spuntare il sorriso.

Donatella: Buongiorno, sono la Dony di Club Itaca Firenze. Sarò breve perché ci sono poche ma belle parole per descrivere il Club Itaca. Sono stra – felice di farne parte e di essere socia da quasi due anni. Mi occupo di relazionarmi con gli altri e di stare in cucina. Ho anche proposto di tenere un corso di cucina semplice per insegnare come cucinare ai soci interessati. Al Club si sta benissimo, si lavora ma ci si riposa anche! È un ambiente stimolante ed allegro e produttivo. Vengo spesso a Club Itaca anche perché ora da tempo sono in buon compenso e non soffro della mia abituale depressione bipolare. Mi trovo bene in questo club perché volendo si possono fare delle buone amicizie che poi possono essere estese anche al di fuori del Club. Infatti spesso mi trovo fuori dal Club a fissare con gli amici ed amiche per uscire per una pizza oppure un aperitivo. Ho stretto amicizia con Lily cara amica che è mia coetanea e ci troviamo bene insieme. A breve dovrei organizzare una bella cenetta a buffet in casa mia (cioè dei miei) per festeggiare il miei 50 anni in quanto ci tengo ad offrire una buona serata in allegria spumeggiante agli amici di Itaca!!! Aspetto lo staff e gli amici del club numerosi e suvvia festeggiamo e brindiamo!

Giorgia: Sono qui da circa un anno e dall’inizio mi sono trovata bene anche se avevo poca voglia di fare. Poi mi sono abituata e ho iniziato a fare amicizia con gli altri Soci. Per me è molto importante uscire con gli altri e fare nuove esperienze e questo mi aiuta ad evitare di rimanere sola e chiusa in casa. Con il tempo ho iniziato a proporre delle gite e momenti di socializzazione come andare tutti insieme dopo l’attività del Club a mangiare un gelato. È stata una bella esperienza, mi sono divertita e per caso ci ha raggiunto anche mia madre. Grazie al Club ho la possibilità di fare gite e anche di dormire fuori casa per la prima volta, come alla festa di Carnevale al Club di Roma. Questo per me è un grande traguardo perché non riuscivo a farlo da tanto tempo. Una gita che mi è piaciuta tanto è stata all’acquario di Livorno. Sono felice di avere tutte queste opportunità qui al Club.

Marchino: Vengo qui al Club per stare in compagnia. Ho fatto delle nuove amicizie e soprattutto femminili. Visto che fino ad ora sono stato quasi sempre circondato solo da amicizie maschili questo cambiamento mi fa stare bene. Così riesco a confrontarmi con il sesso opposto ed è una cosa che mi stimola. Quando ho iniziato a stare male mi sono chiuso, la mia vita si alternava fra il frequentare l’università e poi chiudermi in casa. Praticamente le mie amicizie si sono ridotte a frequentazioni sporadiche. All’inizio ero pigro anche nel venire al Club, infatti nei primi tempi sono stato chiamato tramite il nostro “ Reach Out ”. Penso sia stata la voglia di conoscere gente a darmi la spinta a frequentare e da qui la voglia anche di cucinare per gli altri, l’interesse amoroso per un’altra Socia mi ha poi coinvolto ancora di più. Ora vengo molto spesso e volentieri e soprattutto per le attività ludiche mangerecce.

Francesco P: Le gite e i momenti di socializzazione fuori dal Club mi piacciono molto. Ho potuto fare amicizie con alcuni Soci. Prima delle gite sono sempre contento ed emozionato. Grazie a tutto questo trascorro meno tempo a casa da solo. Con i Soci e lo Staff mi trovo bene. Sono tutte persone accoglienti e non mi sento giudicato. Per questo mi piace trascorrere del tempo con loro anche fuori dal Club.

Sara: Penso che l’interazione tra i S o ci a l d i f uori d ell’at tività W OD s ia molto importante. Perché fai nuove amicizie che secondo me sono molto più importanti di ogni altra cosa. Per me le relazioni e amicizie valgono più dell’oro. I momenti di socializzazione mi danno calore e gioia.
I momenti difficili si possono superare assieme. LE occasioni sociali mi lasciano allegria e spensieratezza e mi entrano nel cuore dandomi serenità. La serenità che al giorno d’oggi è molto importante. Nel mio percorso al Club Itaca questi momenti hanno significato davvero tanto. Alle volte da buoni amici si litiga, è vero, però siamo amici e questa è la cosa più importante. L’evento che mi ha aiutato di più ad entrare in questo magnifico Club risale a 4 anni fa, prima di diventare Socia ed è stata la festa dei saluti estivi dove ho conosciuto altri Soci che mi hanno aiutato ad entrare a far parte di questa grande realtà. Le emozioni che provo sono varie, dalla felicità alla gioia e alle volte anche tristezz a ( film al cineclub tristissimo). Quando sono stata male mi sono isolata e chiusa in me stessa. Queste occasioni mi hanno aiutato parecchio a sciogliermi ed a prirmi. Devo ringr a ziare i S o ci e lo Staff che sono molto preziosi per me nel tessere nuove amicizie. Questi eventi mi hanno aumentato la voglia di stare con gli altri anche al di fuori del Club. Anche il fatto che oggi sono in grado di fare un tirocinio che prevede il contatto con la gente mi è possibile proprio grazie all’essermi rafforzata e allenata qui.