Sirene 14 - Approfondimento
febbraio 2018

come viviamo il Carnevale: parola ai Soci

FRANCESCA: Quest’ anno il 13 febbraio è l’ultimo di Carnevale e il 14 è San Valentino, perciò cominciamo a festeggiare martedì e finiamo mercoledì sera. Sarà una festa lunga 24 ore, fatta di armonia, pace e amore. Come ogni anno noi Soci festeggiamo a Roma, invitati dal Club romano. L’Associazione festeggia invece con l’evento Crazy Fucsia alle Serre Torrigiani, dove già in passato sono state organizzate due feste per raccogliere fondi. Questi momenti di festa fanno parte della mia realtà, della mia vita, in questo nuovo anno. Io non sono più sola. Io non avevo amici, non ero innamorata e non avevo occupazioni, avevo chiusure autistiche e non sapevo più parlare se non con i medici; adesso la mia vita è abbastanza articolata o almeno lo è per me e posso dire di essere una donna serena. Lentamente miglioro, ho più relazioni, capisco cosa posso e voglio fare, sono consapevole di avere un disturbo importante ma anche di avere voglia di vivere nonostante tutto. Questo 13 e 14 febbraio sarò in festa e ballerò brindando con i miei amici e le mie amiche e penso che sarò felice anche se non avrò scarpette di vetro da perdere né zucche ad aspettarmi davanti al cancello.
RAFFAELLO: Per me il Carnevale rappresenta allegria e come passare bene il tempo nel corpo e nello spirito. A Carnevale possiamo rappresentare un personaggio che ci piace di più e diventare irriconoscibili. Assumiamo una identità diversa, travestendoci come vogliamo. Fare festa insieme aiuta a mettere insieme la comunità. Rappresenta un momento di spensieratezza perché nella festa ognuno dimentica i suoi problemi. A Carnevale vogliamo creare un’atmosfera buffa.
FRANCESCO C.: E’ un momento in cui tiriamo fuori le nostre emozioni e le rappresentiamo con i travestimenti.
MARCO T.: Per me il Carnevale rappresenta allegria e felicità. Nella festa, attraverso le maschere è più facile creare amicizia e magari conoscere nuove persone. E’ più facile avere momenti di scambio e trovare interessi in comune per socializzare.
CHIARA M.: Per me il Carnevale significa tanta gioia e serenità e ci si diverte con tante mascherine. Ci si può vestire in maschera ma non cambiare identità. Io mi diverto molto quando vado alla festa di Carnevale organizzata dal Club Itaca di Roma. Spesso vado anche al Carnevale storico dove c’è proprio la storia medievale con dame e cavalieri.
GUIDO L.: Il carnevale era una valvola all'interno della società antica, per dare sfogo e quindi contenere, le spinte sovversive. Ora gli “sfoghi”, così come le gabbie e gli stress della società globalizzata, sono una condizione diffusa e costante. Il “mio” carnevale è quando mi affermo e quando sono felice, visto che per lungo tempo questo mi è rimasto difficile. San Valentino è una festa privata e commerciale che ha un peso per me solo quando non sono accompagnato.
Riflessioni sul Carnevale
Carnevale, il periodo più folle dell’anno, dove “ogni scherzo vale” ed è possibile essere e fare ciò che ci pare. E’ la rappresentazione di un mondo pazzo, senza regole, dove le certezze della vita lasciano il posto alla confusione. Siamo ciò che mostriamo e ciò che non mostriamo. Tutti i giorni indossiamo maschere, in fondo: sono le maschere del Carnevale della vita quotidiana, quelle che fanno parte di noi. Sono riflessi che ci assomigliano solo parzialmente. Scudi, difese, ma anche risorse che ci permettono di avvicinarci. Sono strumenti che possiamo utilizzare per arricchirci con l’altro e con se stessi. Ogni giorno usiamo delle maschere metaforiche a seconda della situazione o persone cui ci troviamo di fronte, il Carnevale ci dà la possibilità di indossare delle vere e proprie maschere fisiche senza avere paura del giudizio cinico delle persone. A parte essere un’occasione ghiottissima per fare bisboccia, questo grande rito collettivo può far scaturire spunti di riflessione più profondi. Con il Carnevale possiamo esternare qualche nostro lato nascosto che in un giorno di ordinaria vita un dito puntato potrebbe severamente stigmatizzare. Approfittiamo di questa grande ricorrenza annuale per sperimentare nuove maschere, non solo di cartapesta ma di idee e contenuti per poi metterle in pratica nel nostro vivere quotidiano. Quindi l’invito é a prendere sul serio il carattere scherzoso di questo grande rito comunitario e vivere più carnevali all’anno senza che il calendario ce lo imponga. Il Carnevale insomma ci dice che “Un altro Io é possibile”, ma la cosa più bella é rendersi conto che soprattutto “altri Tu sono possibili”, forse anche solo per un paio di giorni. Chissà che ci aiuti a vedere i lati positivi delle persone e a ridere di più sulla vita e su noi stessi. L’idea é quella di vivere il Carnevale un pò come stile di vita invece che rilegarlo a un rito suggerito dall’agenda annuale delle festività.